Dietro l’attacco a Bankitalia da parte di Salvini e Di Maio si nasconderebbe una disputa tra governo e Palazzo Kock sulla vendita di una parte dell’oro conservato nei forzieri della Banca d’Italia? Lo ipotizza oggi il quotidiano La Stampa, secondo cui il governo avrebbe pensato a ricavare così circa venti miliardi di euro necessari e utili a evitare l’aumento dell’Iva, altrimenti imposto dalle clausole di salvaguardia.

Le prove secondo il quotidiano torinese sono una presa di posizione di Grillo sul suo blog lo scorso 9 settembre, in cui il garante del Movimento si ricorda che gli altri Paesi europei hanno venduto dal 20 al 60% delle loro riserve (mentre “l’Italia non ha venduto nemmeno un grammo. Perché?”) e un disegno di legge presentato da Claudio Borghi, con Alberto Bagnai il più accanito avversario dell’euro.

Il giornale cita fonti politiche e tecniche del Tesoro che intrecciano la vicenda dell’oro al braccio di ferro scatenato dal M5s sulla riconferma di Luigi Federico Signorini a vice-direttore generale, colpevole per i grillini di aver criticato il reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni.

Fonte: https://www.agi.it/economia/oro_riserve_bankitalia-4981606/news/2019-02-11/